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Scritto da Marco Fiorini

Lo scopo di questo articolo, è quello di dare uno sguardo all'attività di scansione per dare delle linee guida e per fornire un'idea di quali siano i punti salienti e su cosa concentrarsi, ed essere già preparati su quali siano i problemi eventuali che si incontreranno, come ad esempio la gestione delle luci, la rimozione della polvere, il bilanciamento del bianco, l'eliminazione o la riduzione delle dominanti.


Le diapositive
Le diapositive sono supporti analogici e quindi sono soggette a deterioramento della qualità nel tempo, quindi quello che troviamo col passare degli anni, se stiamo scansionando diapositive che hanno parecchi anni, cioè almeno 20 o 30, sono delle dominanti, delle perdite di saturazione dei colori, degli artefatti, delle variazioni di colore localizzate ovvero non distribuite uniformemente su tutta l'immagine. Quelle non uniformi si può intuire che siano le più difficili da togliere ed eventualmente possiamo anche pensare di non toglierle affatto, per non rendere il processo di digitalizzazione troppo oneroso. Gli altri aspetti, vedremo nel seguito che possiamo correggerli.

 

Una volta le fotografie si facevano senza possibilità di verificarle subito, e senza poterle cancellare e quindi spesso ci troviamo di fronte a delle immagini che sono poco definite, sfuocate, mosse o con le luci sbagliate. Queste ultime però possiamo sistemarle, mentre la nitidezza e la sfocatura no, se non in minima parte. Un vantaggio delle foto su pellicola invece era la gamma dinamica, che i sensori digitali (di fotocamere e scanner) ancora non riescono a eguagliare.


La gamma
La gamma dinamica è la "distanza" tra la luce più debole e quella più intensa che un sensore, una pellicola o un occhio può registrare nello stesso istante, senza quindi vedere "nero" nel primo caso e "bianco saturo" nell'altro. Come nella realtà quindi anche nelle diapositive possiamo avere delle zone molto scure, ma non nere, e delle zone molto chiare: se la gamma dinamica non è sufficiente, il risultato è che dovremo scegliere se avere delle zone nere nelle parti scure della foto o della scansione, o se avere zone "bruciate", ovvero sovraesposte, nelle zone molto chiare. Se non ci sono grossi contrasti nelle luci reali, o nella diapositiva, l'immagine digitale risultante ci permetterà di distinguere i dettagli sia nelle zone scure che nelle zone chiare.
Selezione
Quello che possiamo fare all'inizio del processo di digitalizzazione, è una selezione delle immagini che sono effettivamente da scansionare, perché non vale la pena scansionare una immagine che abbia una resa molto scadente, a meno che non abbia un grande significato sentimentale o comunque una qualche utilità pratica.


Risoluzione
La qualità generale delle diapositive, se non è alta, ci farà accettare anche l'utilizzo di uno scanner non troppo risoluto, poichè scansionare una diapositiva sfuocata ad alta risoluzione non serve a niente.
Comunque direi di non scendere sotto ai 1600 dpi. Orientativamente a questa risoluzione le diapositive scansionate risulteranno di dimensioni di circa 3 megapixel. Non saranno scansioni con grande definizione, ma comunque permetteranno di vedere decentemente e in maniera molto comoda le nostre vecchie immagini.


Uno sguardo agli scanner
Gli scanner normali non permettono la scansione delle diapositive, per cui se ne dovete acquistare uno potete pensare di prenderne uno che vi permette di fare sia le scansioni normali di documenti o fotografie sia quello di diapositive che, eventualmente, quella dei negativi delle fotografie. Per diapositive e negativi è necessaria infatti una illuminazione dal retro, perché sono trasparenti, mentre per le foto e i documenti il sensore e l'illuminazione sono dallo stesso lato.
Se invece volete fare solo scansione di diapositive, potete pensare di acquistare o di farvi prestare uno scanner apposito che quindi ha una specie di caricatore come i vecchi proiettori di diapositive e che magari permettendo il caricamento automatico vi permetta di velocizzare il lavoro ma soprattutto di rendere la macchina autonoma, mentre con uno scanner piano con la retroilluminazione, voi caricate, manualmente, tipicamente 4 diapositive e poi dovete farne la scansione una per una, a meno che lo scanner non sia abbastanza buono, e per questo occorre testarlo, da permettervi di fare scansione e ritaglio in automatico senza perdita di superficie e alla massima qualità ottica disponibile per quello scanner.

Effettueremo poi la scelta dello scanner bilanciando la versatilità dello scanner o al contrario la sua specificità per la scansione di diapositive, con i costi e con la qualità, nella quale includiamo la risoluzione, la gamma dinamica e la resa cromatica.

La mia esperienza personale con uno scanner piano degli anni attorno al 2003-2004, è che spesso effettua un ritaglio eccessivo togliendo parti di immagine che potevano essere mantenute. La gamma dinamica inoltre è a volte insufficiente a coprire quella dell'originale su diapositiva.


Servizi di scansione
In alternativa al lavoro fatto da sé, è possibile utilizzare uno dei servizi disponibili sul mercato. Si può trattare di esercizi commerciali locali oppure di servizi on-line remoti.
A fine 2015, i costi delle scansioni si aggiravano attorno ai 30 cent a diapositiva ma possono essere un pò inferiori o un pò superiori a seconda del formato di output (JPG o TIFF) e a seconda della risoluzione (il massimo si aggira attorno ai 4000 dpi). Possono però esserci costi aggiuntivi per la rotazione delle foto verticali, per le diapositive danneggiate che richiedono ricomposizione. Ci sono inoltre da considerare i costi degli imballi e delle spedizioni, nel caso il servizio venga effettuato a distanza. Per farsi un'idea, il costo per rullino da 36 scatti si aggira quindi attorno a un minimo di 10 euro.
è possibile che il servizio includa rimozione della polvere e dei piccoli difetti e bilanciamento del bianco.
Non essendomi mai avvalso di servizi di questo tipo non ho idea della qualità del lavoro effettuato, ma ritengo che sia buona, e con il formato TIFF possiamo apportare modifiche senza perdita di informazioni e deterioramenti.


Scansione manuale
Un buon approccio per ottenere il massimo dalla scansione delle diapositive, è quello di eseguirla comportandoci come se stessimo facendo una fotografia.

Come per le fotografie, se utilizziamo gli automatismi il risultato sarà, nella maggior parte dei casi, decente, ma utilizzando la modalità manuale potremo ottenere il risultato ideale, quello che più piace a noi.

Certo, per le diapositive che non hanno un "grande valore" potete utilizzare gli automatismi; per quelle, però, che volete vengano bene o comunque come piacciono a voi, utilizzate la modalità manuale.

Mediante la modalità manuale possiamo sfruttare la gamma dinamica del sensore dello scanner, in modo analogo a quel che facciamo quando eseguiamo e/o ritocchiamo una foto, al meglio: dato che essa è limitata, la sfruttiamo per rendere al meglio ciò che ci interessa di più.

Agiremo in modo da regolare le "ombre" in modo che non ci siano zone così scure da risultare illeggibili, e le "luci" in modo che non siano sovraesposte ovvero che non siano sature, e che quindi a loro volta non risultino illeggibili o poco gradevoli alla vista. Questo, ovviamente, se ci piace, e se l'originale ce lo permette.

Come si esegua nel dettaglio la regolazione, dipende dallo scanner, ma già se eseguite una anteprima potete tentare la regolazione, magari partendo dal preset automatico, per poi correggere esposizione e gamma secondo il vostro gusto. Regolate le luci senza eccessi, quindi lasciando dei buoni margini nei mezzi toni che vi permettano in seguito la correzione sia verso l'alto che verso il basso, ... a meno che non siate fiduciosi e sia "buona la prima".

Per accertarvi che valga la pena investire del tempo sul lavoro manuale, fate qualche prova con il vostro scanner: magari è abbastanza avanzato e di buona qualità da darvi buoni risultati in poco tempo. Per gli scatti per i quali volete ottenere il meglio fate poi almeno una prova in manuale. Quindi fate una anteprima della scansione (ovvero la pre-scansione), regolate ombre e luci in modo opportuno e poi eseguite la scansione vera e propria.

Come si vede dall'immagine, l'automatismo del mio scanner tende ad accentuare eccessivamente i contrasti, rendendo scure o poco leggibili alcune aree. Questa diapositiva è dell'agosto 1996, e ha quindi quasi 20 anni.

Nel caso di scansione automatica, date una controllata al ritaglio nell'immagine risultante, perché gli automatismi a volte ritagliano un po' troppo (tolgono parti utili dall'immagine) o troppo poco (restano visibili i bordi neri).

 Qui vediamo un confronto tra il ritaglio automatico e quello manuale: l'immagine più larga (schiarita per renderla distinguibile) è quella tagliata manualmente. In questo caso non si sono perse parti significative dell'immagine, ma il ritaglio riduce la dimensione totale dell'immagine e cambia leggermente l'inquadratura. Se dobbiamo reinquadrare, è meglio che lo facciamo noi secondo nostro gusto, sfruttando la maggior superficie possibile.

Per la scansione, posizionate la parte ruvida della pellicola in alto: otterrete così delle foto dritte, altrimenti dovrete ribaltare l'immagine in seguito.

Impostate la risoluzione alla massima qualità ottica. Questo parametro di solito non è evidenziato nelle finestre per l'utilizzo dello scanner, e quindi non è riconoscibile; informatevi quindi, se già non lo sapete, su quale sia la risoluzione effettiva dello scanner e impostate quella. Le risoluzioni inferiori saranno più veloci, e se vi bastano usatele pure, mentre quelle superiori saranno interpolate, quindi praticamente equivalenti a un ridimensionamento dell'immagine elettronico, cioè in pratica come uno zoom elettronico, che non fa guadagnare niente all'immagine se non la dimensione, che non servirà ad altro che ad occupare più spazio su disco, e magari anche ad allungare la durata della scansione.

Effettuate il salvataggio in un formato senza perdita di qualità (o "lossless"), ovvero ad esempio il TIFF. Se avete un software di elaborazione grafica che permette di utilizzare i 16 bit salvatelo in quella modalità, altrimenti utilizzate gli 8 bit perché le informazioni aggiuntive non verrebbero utilizzate e sarebbero quindi uno spreco di spazio e tempo. Eventualmente utilizzate la compressione LZW per evitare che il TIFF abbia dimensioni ciclopiche.

Una verifica che potete fare per avere un riscontro sulla qualità effettiva della scansione, così come dell'immagine eventualmente ritoccata, è di proiettarla su uno schermo con l'apposito proiettore, e confrontare la proiezione con la scansione. In alternativa si può anche osservare la diapositiva controluce con una buona lente di ingrandimento (con almeno una ventina di ingrandimenti) oppure con un apposito visualizzatore per diapositive, uno strumento economico e compatto con una lente per schermo e una retroilluminazione.

La gamma dinamica ottenibile con uno scanner probabilmente sarà probabilmente piuttosto distante da quella della diapositiva, ma potrete fare in modo di farla avvicinare ad essa ed eventualmente di catturare la parte della gamma dell'originale che vi interessa di più.

Qui sotto riporto l'immagine che prima era stata creata usando la modalità automatica, regolando manualmente l'esposizione e la gamma, e ritagliando manualmente i bordi.

Come soluzione "estrema" potete anche fare anche una elaborazione con la tecnica HDR ma il contro è che l'elaborazione inizia a diventare abbastanza onerosa.

Se optate per il lavoro manuale, dopo aver fatto la scansione dovrete ritagliare l'immagine, quindi è opportuno che eseguiate la scansione più "dritta" possibile, altrimenti dovrete raddrizzare l'immagine prima del ritaglio in post-produzione.

Nell'immagine vediamo come appare l'anteprima della scansione, che ci permette di capire se stiamo operando correttamente e di correggere le luci prima della scansione dettagliata.

Eseguite poi la sistemazione delle luci, se lo ritenete opportuno, come fareste per una normale fotografia, aggiustando i livelli oppure, meglio, ritoccando le curve.

Non dimenticate di correggere il bilanciamento del bianco perché a volte le pellicole hanno delle dominanti e/o virano il colore nel tempo. Inoltre le macchine a pellicola non permettevano il bilanciamento del bianco. Potete utilizzare il bilanciamento del bianco manualmente oppure usare il punto di grigio se possibile.

Ecco come appare l'immagine vista prima, dopo la sistemazione delle curve e del bilanciamento del bianco.

Considerate che su alcuni display questa immagine potrebbe risultare troppo chiara, ma su display AMOLED (cellulari o tablet) o display IPS (computer) risulta ben bilanciata.
Per completezza riporto la regolazione delle curve utilizzata per questa correzione:

Controllate anche la saturazione dei colori per renderli più vividi a meno che le dominanti (se non siete riusciti a sistemarle col bilanciamento del bianco) non rendano l'immagine satura peggiore della scansione originale. La correzione della saturazione vi permette di ravvivare i colori delle diapositive che col passare degli anni tendono a sbiadire.

Per confronto, affianco l'immagine ottenuta con la scansione automatica, a quella ottenuta manualmente e successivamente corretta.

Consiglio di fare le sistemazioni privilegiando la visione per il dispositivo su cui le si guarderà; quindi se vorrete visualizzarle su un tablet o un cellulare o un computer, verificate la resa su quello schermo in modo da capire già da subito se le correzioni che state apportando sono adeguate al risultato che volete ottenere oppure no. Se invece non avete un target specifico provate la visualizzazione su diversi dispositivi e fate poi in modo che si vedano più o meno bene su tutti.

Altra attività da eseguire durante la scansione delle diapositive è quella dell'eliminazione dei puntini dovuti alla polvere e altre piccole particelle (anche più grosse) che si depositano sulla pellicola e che spesso vengono trattenute dall'elettricità statica.
Per rimuovere queste particelle lo strumento ideale è il clone che si trova in genere in tutti i software di foto-ritocco punto l'unico problema è che ci vuole tempo e pazienza per pulire bene una diapositiva quindi se riuscite eliminate quanto più possibile la polvere (soprattutto i "pelucchi") prima della scansione.
Quel che è certo, è che l'immagine ripulita fa davvero un bell'effetto!

Una buona idea è infine quella di aumentare la nitidezza, al termine del processo di elaborazione, utilizzando, senza eccedere, una maschera di contrasto.

Valutate anche di fare un eventuale ritaglio per re-inquadrare la scena: a volte le fotografie originali sono inquadrate piuttosto male o in modo poco creativo.

In ogni caso consiglio di conservare i TIFF originali della scansione appena effettuata (eventualmente solo dopo il ritaglio dei bordi) in modo che, se col passare del tempo ci rendiamo conto che la post-produzione effettuata non era buona o se vogliamo ottenere un risultato diverso per un uso specifico, possiamo farlo senza dover riprendere la diapositiva originale che magari nel frattempo potrebbe essere deteriorata o non più disponibile.

Potete salvare, e conservare, il risultato finale in formato JPG in buona qualità (cioè utilizzando una bassa compressione) in modo che sia più facile condividerlo.

Non dimenticate di fare un backup in doppia copia delle vostre immagini, in modo da non perdere il lavoro fatto.

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