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Arte

Scritto da Marco Fiorini

graffito imbarcazioneSulla costa orientale del Lago di Garda, si trovano antiche incisioni su roccia. La visita, è una occasione per fare una breve uscita che unisce aspetti paesaggistici, naturalistici, geologici, archeologici e, volendo ed essendo in stagione, anche balneari, poichè sulla strada del ritorno ci si può fermare a rilassarsi sulla spiaggia o fare un bagno nel lago, che in questa zona ha solitamente una bella acqua limpida.

 

 

LA ZONA

Le incisioni rupestri di Torri del Benaco si trovano sparse su tutto il territorio comunale.

La visita descritta in questo articolo riguarda le incisioni che si possono trovare poco sopra Punta S. Vigilio, sulle pendici del Monte Luppia, in località Brancolino.

Strada Dei CasteiIl sentiero che sale verso la zona dei graffiti, è indicato, mediante un cartello di legno, già dalla strada Gardesana (coordinate N 45° 34' 36", E 10° 40' 54"). Anche provenendo dalla lunga e stretta spiaggia che, più in basso, unisce Garda a Punta S. Vigilio, poco distante dalla punta stessa si può trovare una indicazione analoga a quella presente sulla Gardesana, e che a quest’ultima conduce.

Il primo tratto è sulla antica strada dei Castei, che congiungeva Garda a Torri, larga e ancora in parte selciata. Il nostro sentiero si stacca però un centinaio di metri più avanti, sulla destra.

Il sentiero, dal fondo piuttosto sconnesso, passa in mezzo a una fitta vegetazione. Sarebbero consigliabili della calzature adeguate, ma in mancanza di meglio, anche delle normali scarpe da ginnastica possono bastare, a patto di fare attenzione nei punti piu’ difficili.

I punti in cui possiamo osservare le incisioni rupestri sono due, e si trovano ad una quota di circa 200m s.l.m.; per confronto il lago è a 64 m s.l.m..

 

ROCCIA DELLE GRISELLE

Graffito imbarcazione griselleSulla prima roccia, si possono notare disegni di imbarcazioni del 19° secolo. Una di queste e’ piuttosto grande (più di mezzo metro di altezza) e ricca di dettagli: tra questi figurano le scalette di corda, chiamate griselle, che danno il nome alla roccia.

Lo scopritore delle incisioni, nel 1964, vide per prime queste figure; liberando il resto della roccia dalla terra sovrastante, riportò alla luce rappresentazioni di uomini, armi e croci. Le armi permettono di far risalire le incisioni più antiche, all’inizio del primo millennio a.C., cioè più o meno tra la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro.

Queste ultime sono di difficile localizzazione e riconoscimento, a differenza delle imbarcazioni, che sono ben visibili. In ogni caso sarà difficile o impossibile osservare tutti i dettagli studiati dagli esperti: bagnare le incisioni o osservarle con luce radente (ad esempio all’alba o al tramonto, oppure con illuminazione artificiale) può far risaltare molto meglio i dettagli o le incisioni poco profonde, ma per uno studio scientifico approfondito sarebbe necessario applicare tecniche particolari appositamente studiate.

Una cosa che si nota, e che infastidisce molto, è che ci sono dei segni che qualcuno ha tracciato con dei sassi, seguendo le antiche incisioni. Non se ne comprende la ragione, lo si può considerare un atto di vandalismo. D’altra parte proteggere le incisioni, mantenendole visitabili, sarebbe costoso, e potrebbe semplicemente portare a impedirne la visione. E in effetti c’è chi pensa di farlo (con queste e/o con altre nella zona), ad esempio sotterrandole, anche perchè gli agenti atmosferici deteriorano, nel tempo, queste testimonianze del passato.

Le incisioni sono state realizzate con la tecnica della martellinatura che consiste nell’asportare frammenti di roccia, percuotendola con pietre più dure.

Roccia modellata dal ghiaccio

IL GHIACCIO

Ciò che colpisce nell’osservare queste rocce calcaree, è che sono lisce (e per questo localmente sono chiamate anche “liscioni”), sembrano quasi delle “tele” naturali, o delle lavagne.

La ragione per cui hanno questo aspetto e questa forma, e per cui sono così lisce, è che sono state modellate dal movimento del ghiaccio, nelle ultime ere glaciali.

Come si sa, infatti, i ghiacciai non sono immobili, e nel loro movimento spezzano, trascinano, modellano, levigano, ed erodono.

In questa zona le rocce che presentano questo particolare aspetto sono parecchie. Il ghiaccio, che qui ha raggiunto circa il chilometro di spessore, ha dato loro delle forme interessanti da osservare.

Oggi i ghiacciai occupano 1\10 delle terre emerse, ma nell’ultimo milione di anni, cioè approssimativamente nella seconda metà del Quaternario, l’era che stiamo attualmente vivendo, si sono estesi e contratti per 11 volte. Al massimo della loro espansione occupavano 1\3 della superficie emersa.

L'ultima glaciazione, detta del Würm, iniziò 75’000 anni fa, e raggiunse il suo massimo 20’000 anni fa.

Mantide religiosaLo spessore ghiaccio in Europa era di 2000-3000 metri e la calotta, partendo dal polo nord, arrivava fino alla latitudine di Londra. Le Alpi erano coperte da un'unica calotta che, a sud, si estendeva fino alla pianura. Essa ha scavato i laghi glaciali Maggiore, d'lseo, di Como e di Garda. Ad indicarci oggi il confine meridionale del ghiacciaio del Garda, è rimasta la morena frontale, che oggi delimita la riva meridionale del lago.

Circa 15000 anni fa, iniziò l’inversione climatica che portò alla fine convenzionale dell’era glaciale, 10300 anni fa (cioè nel 8300 a.C.).

 

VERSO LA ROCCIA DEI CAVALIERI

Il bosco in cui si trovano le rocce, è ricco di animali, come ad esempio gli scoiattoli, che si nutrono delle ghiande delle numerose querce. Vi si possono osservare anche molti insetti, come ad esempio le mantidi religiose.

Proseguendo per qualche centinaio di metri, si giunge alla roccia dove si trovano le incisioni rupestri successive: la roccia dei cavalieri.

Il nome deriva dalla presenza di dodici cavalieri armati a cavallo. Non è chiaro a quale epoca risalgano: forse al primo millennio a.C. o ad epoche successive.

Graffito cavaliere (bagnato)Sulla stessa roccia si trovano altre incisioni raffiguranti imbarcazioni, lettere dell’alfabeto, animali e figure umane sessuate.

Le figure sono spesso molto stilizzate e quindi prive di dettagli. Questo, probabilmente, è almeno in parte dovuto alla consistenza della roccia calcarea che spaccandosi in schegge non consente l’incisione di dettagli fini. E probabilmente anche al fatto che, coloro che le realizzarono, non erano “incisori esperti”.

È probabile che gli autori delle incisioni, fossero gli abituali frequentatori di queste zone, cioè i cercatori di metalli (in zona vi è un giacimento di ossidi di ferro anticamente usati per costruire armi) e i pastori.

Volendo la passeggiata può continuare, proseguendo su una strada sterrata, con dei bei scorci sul lago di Garda tra la vegetazione.

Punta S. Vigilio

IL RIENTRO

L'uscita può continuare in direzione di Torri del Benaco, su una strada sterrata. La quota massima che si raggiunge, proprio dove la strada diventa asfaltata, è di circa 300 m, poi si può rientrare percorrendo la stessa strada. Tornando indietro, verso il basso, a un certo punto si incontra una deviazione, dopo una barra metallica verde, con una indicazione per Garda. In effetti sembra un controsenso, perché la strada va verso destra, mentre Garda è verso sinistra. Il vantaggio però di fare questa strada, è che si arriva ad uno splendido punto panoramico a strapiombo sulla sottostante strada gardesana, con una splendida panoramica su punta San Vigilio e sulla Baia delle Sirene (coordinate 45.577436,10.674355). Si rientra percorrendo il tratto dell’antica strada dei Castei che riporta sulla gardesana.

A chi intende fare questa escursione, si raccomanda di rispettare le incisioni. Hanno superato molti secoli, lì dove si trovano, per arrivare fino a noi, e non è giusto che noi le roviniamo, precludendo ai nostri successori la possibilità di vederle.

Punta S. Vigilio

ALTRE VISITE

Per chi vuole approfondire, al museo del castello di Torri del Benaco, c'è una sezione dedicata alle iscrizioni rupestri.

Le incisioni di cui abbiamo parlato, non sono comunque un caso isolato. Sulla sponda veronese del Garda, ne sono state rinvenute molte altre. Ad esempio vicino alla contrada Crero, raggiungibile risalendo dal paese di Torri del Benaco, se ne possono trovare alcune. Nei pressi di Castelletto di Brenzone era presente una famosa pietra con molte incisioni: si trova ora nell’atrio del municipio del paese. Anche nelle regioni vicine se ne possono trovare: le più famose sono quelle della Val Camonica.

 

Acqua del lago al tramonto