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Astronomia

Scritto da Webmaster

Cometa Hale-Bopp - Crediti: ESO/E. SlawikLe comete, si sa, sono oggetti celesti particolarmente spettacolari. Fin dall'antichità la loro apparizione nei cieli ha suscitato emozioni contrastanti: chi le vedeva come oggetti spettacolari e affascinanti, chi le reputava foriere di sventura e le temeva. Sicuramente la loro rara apparizione in cielo non passava inosservata, tant'è che troviamo ritratte anche in diverse opere d'arte, come l'Arazzo di Bayeux (in Francia), o l'Adorazione dei Magi di Giotto (Cappella degli Scrovegni, Padova), quest'ultimo caso ha poi dato il la alla famosa “stella cometa” che si è soliti posizionare sopra al presepe.

Scritto da Webmaster

Parelio fotografato da Enrico Bonfante il 16 novembre 2016Vi è mai capitato di vedere ai lati del Sole dei piccoli archetti con i colori dell'arcobaleno? Ebbene, questo fenomeno atmosferico ha un nome ben preciso: si chiama parelio.

Il parelio (che nella cultura popolare è anche chiamato “cani solari”) è un fenomeno atmosferico visibile principalmente nel periodo freddo, dato che alla sua origine troviamo cristalli di ghiaccio.

Scritto da Luca Masotto

bufalaLe leggende metropolitane fanno parte da sempre della cultura della società: alcune vere, altre totalmente false e alcune che, nonostante siano state smontate più volte, continuano imperterrite a mietere “vittime” che ci credono nonostante tutto.

Anche l’astronomia, purtroppo, non è esente da queste leggende metropolitane: la più famosa, indubbiamente, ricade sulla Stella Polare, attribuendole la caratteristica peculiare di essere la prima stella che compare nel cielo notturno. Fosse vero, gli astrofili di tutto l’emisfero boreale sarebbero fortunatissimi, ma così non è, in quanto la Polare, purtroppo, non è tra le prime stelle a comparire, bensì si manifesta solamente dopo un bel po’.

Un’altra leggenda metropolitana, meno famosa, che si è manifestata in particolar modo su Facebook, riguarda Marte, il pianeta rosso: una vignetta dichiara come il 27 agosto Marte sarà visibile a occhio nudo e sarà grande come la Luna piena e che tale evento si ripeterà solo nel 2287.

La vignetta incriminata è quella riportata qui a lato.
Ma cerchiamo di capirne di più!

Scritto da Luca Masotto

La scoperta di un nuovo planetoide sposta ancora il limite estremo del nostro sistema planetario

Ha ancora un nome temporaneo, in attesa che la massima autorità in questo campo, l’Unione Astronomica Internazionale, gli conferisca un nome definitivo, ma è già un serio candidato a diventare un pianeta nano ed entrare, quindi, nella strettissima elìte di corpi del sistema solare che può fregiarsi di questa classificazione. Lontanissimo da noi, a quasi tredici miliardi di km dal Sole, impiega 1100 anni a completare una rivoluzione completa attorno alla nostra stella e con i suoi 530 km di diametro ha le dimensioni simili a quella della maggioranza dei satelliti naturali dei pianeti maggiori del nostro Sistema Solare.