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Geografia

Scritto da Marco Fiorini
bocca covoloA Camposilvano, un antico crollo ha portato alla luce una grotta sotterranea, un'imponente cavità che anche nel passato ha suscitato interesse scientifico e che è stata anche utilizzata come "frigorifero" naturale. L'adiacente Museo Geopaleontologico completa questa escursione nella natura e "nel passato".

Provenendo da Velo, un centinaio di metri prima del piccolo abitato, frazione del comune di Velo, una stradina sulla destra porta al Museo Geopaleontologico.
Per la visita al covolo è previsto il pagamento del biglietto, che è valido anche per l’ingresso al museo.

museo geopaleontologico

Da un cancelletto sulla sinistra del museo, si accede al breve sentiero che porta alla zona interessata, il cui accesso è indicato da un cartello di legno. Da qui in poi si comincia a scendere per avvicinarsi all’ingresso della cavità.

rocce interno grottaGuardando in alto si può vedere la roccia in sezione con i suoi vari strati: tale sezione è molto netta e rende bene l'idea del distacco avvenuto all'epoca del crollo.
Le mappe dall'alto permettono di vedere l'area crollata; le coordinate geografiche sono: +45° 37' 35.34", +11° 5' 34.39", visualizzabili ad esempio seguendo questo link. Il sentiero giunge a una specie di terrazzo che si trova nella zona del crollo e permette di vedere l'apertura della grotta dall'alto.

Il sentiero prosegue scendendo, fino ad entrare nella cavità, passando tra grossi massi e una vegetazione che cambia gradualmente fino a fermarsi dove la temperatura è bassa e la luce scarseggia. La zona è molto umida e bisogna quindi fare attenzione a non scivolare. L'accesso a questa zona è vietato per ragioni di sicurezza.
L'apertura della grotta è imponente ed è larga una sessantina di metri. Si fatica a percepire le reali dimensioni, a causa della mancanza di punti di riferimento, come spesso avviene in montagna.

Dall'esterno, si può spesso notare uno strato di foschia dovuto all'inversione termica all'ingresso del covolo: all'interno la temperatura, nelle stagioni piu' calde, è più bassa, e per questo occorre un abbigliamento più pesante.
L'apertura infatti è situata in alto e l'aria fredda, più pesante, durante l'inverno scende nella caverna e lì si conserva per il resto dell'anno. Per questo, in passato, veniva utilizzata come frigorifero naturale durante il periodo caldo.

rocce sopra covoloAll'interno si può notare come i detriti del crollo invadano buona parte della caverna.
Questa cavità, che prima del crollo era ipogea, è stata creata dall'acqua che penetrando nel sottosuolo ha eroso il calcare di cui sono costituite le rocce: questo fenomeno è chiamato "carsismo".

Nelle immagini, si può notare come, all'interno della cavità, la scarsa luce sia di colore verdognolo, per il riflesso della vegetazione esterna.
Il luogo è molto suggestivo, per l'imponenza delle pareti e della caverna che, vista da fuori, sembra penetrare nel sottosuolo.denti squalo fossili

Terminata la visita al covolo, si può passare a quella del museo, dove sono raccolti fossili, di piante ed animali, e anche qualche minerale, provenienti sia dalla Lessinia, sia da altre parti d’Italia e del mondo; è esposto anche qualche calco e qualche ricostruzione.
All’esterno c’è una grossa lastra di pietra che mostra parti di uno scheletro di squalo vissuto 70 milioni di anni fa, nel Cretaceo Superiore, quindi prima dell’estinzione dei dinosauri, proveniente da Sant’Anna d’Alfaedo. Nelle lastre più piccole si possono vedere anche i suoi denti.

Sempre all’esterno è esposta anche qualche ammonite. Le ammoniti, molluschi marini estintisi alla fine del mesozoico, sono così frequenti da aver dato il nome al tipo di roccia in cui si trovano, il rosso ammonitico, una roccia di tipo calcareo che si è formata per sedimentazione.
Con essa si produce un famoso “marmo” che viene esportato in Italia e all’estero: in realtà si tratta di un marmo in senso industriale, poichè il vero marmo, geologicamente parlando, ha un processo di formazione differente.

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