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Geografia

Scritto da Silvia Aprili

Sentiero dei CimbriNei prati e boschi tra Roverè Veronse e la frazione di San Francesco, si può percorrere un vecchio sentiero che veniva utilizzato nei secoli scorsi per spostarsi tra le belle contrade della zona. Si tratta del cosidetto sentiero dei Cimbri, antica popolazione di origine bavaro-tirolese che si vuole abbia creato i suoi primi insediamenti in territorio veronese proprio in queste zone.

Questo itinerario è proposto come un percorso di rievocazione degli insediamenti di popolazioni bavaro-tirolesi che si stabilirono presso queste contrade nel XIII-XIV secolo conosciute come 'cimbri'.

Sentiero dei CimbriIl primo punto di interesse del sentiero dei cimbri è la Stalla del Modesto.

 

Sentiero dei CimbriPer raggiungerla, prendendo come riferimento la contrada Jegher, si percorre la provinciale Roverè-San Francesco fino all'incrocio con la strada secondaria che conduce verso Gardun-Vilio. Si procede verso Vilio e, a livello di un serbatoio d'acqua, si prosegue verso nord, girando a destra, immettendosi in una strada sterrata; al primo bivio si prende la strada lastricata a sinistra i cui margini sono delimitati da lastre di rosso ammonitico che conduce al primo punto di interesse, la Stalla del Modesto.

La Stalla del modesto rappresenta la tipica architettura lessinea, nella quale enormi lastroni di pietra di Rosso Ammonitico reperibili in zona compongono le mura e il tetto dei fabbricati. La struttura a fianco ha il fienile dove veniva depositato il fieno raccolto dai contadini per alimentare le vacche.

A completamento della struttura si scorge la "giassara", la ghiacciaia, costruzione anch'essa tipica in Lessinia formata da una pozza sostenuta da un alto muro, ricoperta da un tetto a due spiovenze, con due aperture, una per il deposito e l'altra per il prelievo del ghiaccio.

Si torna quindi alla strada con il serbatoio d'acqua.

Sentiero dei CimbriGirando a destra, si prosegue verso la contrada Vilio, le cui abitazioni e stalle hanno dei particolari tetti gotici e della quale non si possono non notare i 'bocaròi' rettangolari sulle stalle-fienili.

Quindi proseguendo ad Ovest attraverso una strada sterrata, oltrepassando vecchie cave con affioramenti di Rosso Ammonitico, e discendendo per una mulattiera di in un faggeto, ci si dirige verso Nord-Ovest verso la contrada Pazzocco.

Sentiero dei CimbriQuesta contrada deve il suo toponimo dal soprannome cimbro "Pazzhòach" = "altissimo", in quanto è riportato in un documento vescovile del 1287 la permanenza della famiglia di Olderico da Altissimo, località del vicentino, come primo insediamento cimbro. Anche qui si notano numerosi tetti gotici e un affresco ottocentesco della Madonna con Bambino, opera di Celestino Dal Barco.

Ritornando verso la nostra mulattiera in direzione Nord-Ovest e, proseguendo verso Nord, si possono ammirare rispettivamente a Nord il boscoso e intricato Vajo di Squaranto e sul versante destro le contrade di Val di Porro.

Sentiero dei CimbriAttraversando quindi un faggeto e risalendo ad Est la valletta tra Riva e Sartori, si prosegue a Nord verso la contrada Sartori ma prima si può notare una copia della "Stele del Campe" che è stata depositata qui nel 1498. E' un blocco di pietra monilitico su cui è incisa una mano aperta (fedeltà alla parola data) ed una epigrafe che testimonia un lascito alla parrocchia di Roverè.

In questa contrada inoltre è situato il "baito de la contrà" che contiene gli atrezzi utilizzati per la lavorazione del latte e la produzione del formaggio.

La contrada Sartori, il cui nome deriva dal latino "sartor" = sarto, cognome attestato che ha probabilmente battezzato la contrada, conserva abitazioni e stalle tipiche (alcune ristrutturate); a settentrione si può scorgere quel che resta di un affresco della Beata Vergine del Caravaggio. Vi sono inoltre alcune stele, di cui una è datata al 1845 con croce scolpita in rilievo e, alla fine della contrada, una cappellina fatta erigere dalla famiglia Grossule (documentata dall'epigrafe incisa) con all'interno pitture attribuite a Celestino dal Barco.

Sentiero dei CimbriSi riprende quindi la strada in direzione Sud fino ad un incrocio dove si può vedere una croce del 1888 con la scritta INRI. Qui si gira a sinistra in una mulattiera con muretti a secco che sale a Nord e poi ci si dirige ad est (il sentiero è a tratti impraticabile, per cui ci si deve spostare verso il prato) verso Bazani.

Sentiero dei CimbriIl toponimo di Bazani deriva dal tedesco "wase" = "spiazzo erboso", è composta da tre unità in pietra (stalla e abitazione unite da un'altra piccola unità), molto belle, e possiede la caratteristica di avere scolpite in rilievo una quarantina di croci, sulle finestre, sugli stipiti, all'interno e fuori.

Spostandosi a Sud e percorrendo il prato si ritorna alla mulattiera e si risale a Nord-Est verso la contrada Bertoldi.
Prima di entrare in contrada si incrocia una cappella del 1698 dedicata a S.Antonio con affreschi attributi anch'essi a Celestino dal Barco.
Questa contrada deriva dal nome "Bertoldo" attestato già nel 1409, personaggio noto e leggendario di cui è stata anche creata una raccolta illustrata, divenuta famoso alla corte del Re Alboino.

Ci si sposta infine verso la contrada Gardun ad Ovest che sembra derivare dal tedesco "wardon" = "osservare" per descrivere un'ottima posizione osservativa da guardia. Anche qui si possono notare abitazioni tipiche in pietra (da restaurare), portici, belle scalinate, due pozzi-cisterna per la raccolta dell'acqua piovana e la fontana con due vasche. Anche qui la presenza di un affresco della Vergine, purtroppo, quasi scomparso.

Si riprende quindi la strada ad Ovest e si raggiunge la provinciale Roverè-S. Francesco e si ritorna al punto da cui si è partiti.

Infine citiamo anche la contrada Vanti, lì vicino, che vanta di uno splendido edificio a 4 piani con portale d'ingresso sormontato da una lapide e uno stemma; qui riscuoteva i tributi un 'colonnello delle montagne' e si amministrava la giustizia.


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