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Associazione Scientifico Culturale
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Scienze sociali

Scritto da Silvia Aprili

I processi di difesa sono dei sistemi adottati più o meno inconsciamente dalle persone per difendersi da eventi passati o ricordi fastidiosi o minacciosi.
La loro natura è fondamentalmente positiva nel senso che sono adattamenti sani e creativi che permettono all'individuo di vivere in maniera equilibrata per tutta la vita.
La persona che adotta certi meccanismi di difesa tenta di raggiungere determinati obiettivi: ad esempio evitare o comunque gestire qualche sentimento intenso o minaccioso, di solito l'angoscia, a volte un dolore insopportabile e altre esperienze emotive disorganizzanti e mantenere l'autostima.

 

Costituiscono un disturbo solo quando sono di natura primitiva e non presentano capacità psicologiche più mature che le contrastino
Tutti noi operiamo scissioni, negazioni, tutti abbiamo quote di onnipotenza; ma molti noi adoperano mezzi più sofisticati di reazione dell'angoscia e assimilazione delle realtà complesse e disturbanti: è quindi l'assenza di difese mature, non la presenza di quelle primitive, che definisce una personalità problematica (ad es. una struttura borderline o psicotica)....

Gli psicologi psicoanalitici sostengono che tutti noi abbiamo alcune difese preferenziali e queste, mano a mano, diventano parte integrante del nostro stile individuale di confronto da
dimensioni problematiche. Il ricorso preferenziale o automatico a una particolare difesa o serie di difese è il risultato dell'interazione tra almeno 4 fattori:
1)temperamento costituzionale
2)natura dei disagi subiti nella prima infanzia
3)difese presentate, a volte deliberatamente insegnate, dai genitori e altre figure significative
4)conseguenze sperimentate dall'uso di determinate difese

In generale, le difese vengono suddivise in PRIMARIE E SECONDARIE.
Le DIFESE PRIMARIE sono immature, primitive, sono considerate di "ordine inferiore" perchè sono state sviluppare nella prima infanzia, sono inconsapevoli e riguardano il confine tra il Sè
e il mondo esterno.

Le DIFESE SECONDARIE sono più mature, evolute, di "ordine superiore", hanno a che vedere con i confini interni, come quelli tra l'Io il Super-Io e l'Es, o tra la parte dell'Io dedita a
vivere l'esperienza e quella capace di osservare.

Le difese primitive operano in modo globale e indifferenziato in tutta la dimensione sensoriale della persona, fondendo dimensioni cognitive, affettive e comportamentali, mentre quelle più
evolute operano trasformazioni specifiche del pensiero, del sentimento, della sensazione, del comportamento, o di una loro qualche combinazione.

Nella letteratura psicoanalitica le difese più "primitive" sono considerate:
-il ritiro, il diniego, il controllo onnipotente, l' idealizzazione e la svalutazione primitiva, l' identificazione proiettiva ed introiettiva, la scissione dell'Io. Queste difese sono le più difficili da descrivere in quanto riguardano il modo in cui il bambino piccolo percepisce naturalmente il mondo, e quindi queste difese sono preverbali, prelogiche, totalizzanti, immaginali e magiche e difficilmente rappresentate dalla parola scritta (gli infanti non sanno parlare!).

le difese più "mature" invece sono invece più semplici da descrivere in quanto vengono maturate in periodo in cui il bambino ha capacità verbali e di pensiero più evolute e un maggior
contatto con la realtà. Esse sono: la rimozione, la regressione, l'isolamento, l'intellettualizzazione, la razionalizzazione, la moralizzazione, la compartimentalizzazione, l'annullamento,il volgersi contro il Sè, lo spostamento, la formazione reattiva , il capovolgimento, l'identificazione, l'acting out, la sessualizzazione (l'istintualizzazione), la sublimazione.

Per fare un esempio che evidenzia la differenza che sussiste tra un meccanismo di difesa primitivo ed un più evoluto: la difesa del diniego è considerata una manifestazione di un processo più primitivo rispetto alla rimozione. Perchè qualche cosa venga rimosso deve essere riconosciuto e consegnato all'inconsapevolezza, mentre il diniego è un processo istantaneo e non razionale. «Ciò non sta accadendo» è un modo più magico di confrontarsi con qualcosa di spiacevole rispetto a: «E' successo, ma lo dimenticherò perchè è troppo doloroso»...

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